FARNCAVILLLA MARITTIMA – INAUGURATO IL PARCO ARCHEOLOGICO “TIMPONE DELLA MOTTA – MACCHIABATE”

 

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Il parco archeologico di Timpone della Motta e Macchiabate, due dei siti archeologici più interessanti di tutto il meridione d’Italia, diventa una realtà. Madrine d’eccezione per l’inaugurazione del Parco archeologico, l’assessore provinciale alla cultura, Maria Francesca Corigliano e l’archeologa Silvana Luppino, direttrice del Museo nazionale di Sibari, intervenuta, anche, in rappresentanza della soprintendente Simonetta Bonomi, impossibilitata ad intervenire per un lutto familiare. Insieme con loro, il sindaco di Francavilla, Paolo Munno, il presidente dell’Associazione “Lagaria-onlus”, Pino Altieri, il direttore della Fondazione Brettion, Paolo Gallo e, in veste di moderatore, Giovanni Riccardi,   titolare dell’impresa di “Scavi e Restauri”  e socio fondatore della Fondazione Brettion. L’inaugurazione del Parco, dopo una gestazione di circa 23 anni, rende fruibile un patrimonio di ineguagliabile valenza archeologica costituito dal santuario dedicato alla dea Athena, culto testimoniato dalla dedica su tabella bronzea dell’olimpionico sibarita Kleombrotos, con cinque edifici di epoca diversa e risalenti alla fine dell’VIII secolo a.C., ubicati su Timpone della Motta e la necropoli di Macchiabate che ha restituito corredi funerari, monili e gioielli di grande pregio.  I siti archeologici di Francavilla furono depredati da scavi clandestini con i preziosissimi reperti confluiti in collezioni private estere e nei musei J.P. Getty di Malibù e di Berna. Molti di quei reperti sono stati restituiti ed oggi collocati in una apposita sala presso il Museo archeologico nazionale di Sibari. Suggestiva e in attesa di conferme scientifiche, l’ipotesi avanzata dalla archeologa olandese Marianne Kleingrink secondo cui la Francavilla di oggi sarebbe l’antica Lagaria, fondata da Epeo, costruttore del cavallo di Troia. L’ipotesi dell’archeologa olandese prende corpo da alcuni monili e attrezzi da falegname, rinvenuti intorno al tempio di Athena sul Timpone della Motta. La Kleimbrink ipotizza che quegli attrezzi rappresentino doni alla Dea da parte di Epeo che qui avrebbe fondato Lagaria.  Tornando all’inaugurazione del Parco, il sindaco Paolo Munno ne ha sottolineato la vocazione didattica. “Niente a che vedere con Pompei – ha detto il sindaco – non possiamo competere e pensare di portare due milioni di visitatori l’anno ma il Parco dovrà essere fruibile dalle scuole per imparare sul posto la storia anche attraverso appositi pannelli didattici, e dai flussi turistici che potranno essere attivati grazie al patrimonio archeologico di tutta la sibaritide”. Progetto condiviso dal direttore della Fondazione Brettion,  Paolo Gallo, che ha ribadito l’impegno  di  utilizzare il sito di Francavilla, che fra l’altro si presta in  modo particolare,  per la didattica sperimentale. Una svolta, quella dell’amministrazione in carica, che punta decisamente sul turismo archeologico. In questa ottica sono stati acquisiti al patrimonio comunale ben cinque palazzi antichi ubicati nel centro storico cittadino. In uno di essi, già restaurato, è ospitata la Scuola internazionale di archeologia e, gli altri  palazzi ospiteranno studenti ed archeologi provenienti da tutto il mondo, un museo dell’artigianato ed altre idee che dovranno concretizzarsi. L’assessore Maria Francesca Corigliano, ricordando che l’inaugurazione del Parco è stata volutamente inserita nella Settimana dei beni culturali,  ha evidenziato l’ottima esperienza maturata dagli studenti della scuola media di Francavilla, Castrovillari, Montalto e Cosenza, con i laboratori di didattica sperimentale sul campo, consentendo loro di vestire per un giorno i panni dell’archeologo nei siti di Macchiabate e di Sibari. Chi da anni si spende affinché l’archeologia possa diventare il volano dello sviluppo turistico di tutta la Sibaritide è il presidente  dell’Associazione “Lagaria”Onlus, professore Pino Altieri, il quale, ricordando tutte le amministrazioni comunali che  si sono impegnate  affinché  questo sito, finanziato la prima volta con la Legge 64/86 con l’approvazione del progetto da parte della Comunità Montana Alto Jonio, potesse diventare un Parco archeologico. Altieri ha  chiesto, alla soprintendenza ed all’amministrazione comunale, l’impegno affinché  le incomprensioni fra concessionari allo scavo e  i titolari della fruibilità vengano superate. L’archeologa Silvana Luppino ha  ricordato come l’articolo del testo unico dei Beni culturali che definisce il concetto di Parco,  calza perfettamente con il sito di Francavilla e che il rapporto di collaborazione fra ente locale e soprintendenza  nel caso di Francavilla è sfociato nell’approvazione della convenzione per la gestione del Parco. Esempio da estendere anche per altri siti limitrofi come quello di Broglio di Trebisacce  e di altri siti della  Sibaritide Infine, Il neo consigliere regionale  Gianluca Gallo, nel portare il saluto dell’ente Regione, ha ribadito il suo impegno affinché  il sito di Francavilla venga tenuto nella giusta considerazione nella rimodulazione dell’APQ sui Beni culturali